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Restauro Chiesa di S.Saturnino |
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lunedì, 06 novembre 2006 01:22 |
Giulio Fabiano - Da SEGUSIUM n.18 - Giugno 1982  "La SEGUSIUM nella riunione di Consiglio del 7 febbraio 1976 deliberava di procedere allo studio e alla realizzazione della ricostruzione delle coperture della Chiesa di San Saturnino e al restauro conservativo del Campanile. Veniva inoltrata domanda al Sindaco di Susa, e la relativa autorizzazione era concessa in data 14.3.1980 col n. 27. Analoga domanda era inoltrata alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte e in data 23.2. 1980 il progetto era approvato. (…) Si stabilì di iniziare con la ricostruzione della cuspide del Campanile e il restauro delle pareti, programma elaborato in funzione delle possibilità della SEGUSIUM; (…) I lavori di cui sopra, furono eseguiti nei mesi di giugno e luglio dello scorso anno (1981). (…) La seconda fase, che verrà affrontata appena possibile, consiste, come si è detto, nel rifacimento del tetto della Chiesa e la ricostruzione di parte delle murature esterne ora cadenti..." Numerose le difficoltà che si sono dovute superare dal 1981 ad oggi, però quello che conta è che i lavori si sono fatti e finiti. La sequenza della documentazione fotografica illustra, sinteticamente e chiaramente, le varie fasi dei lavori. Essi furono eseguiti in conformità a quanto progettato ed approvato dalla competente Soprintendenza. A nome della SEGUSIUM e mio personale esprimo un sincero ringraziamento a quanti hanno partecipato alla esecuzione delle opere di restauro. Purtroppo le speranze di salvare i vari corpi di fabbrica dell'adiacente "Priorato" sono tramontate, in quanto, nell'autunno del 1990 una parte del suo tetto è crollato e immediate sono state le conseguenze: deterioramento delle malte e crollo delle murature in pietra, con sconquasso delle pavimentazioni e di serramenti. Le ipotesi di utilizzo che avevo enunciato nel 1982 su SEGUSIUM n. 18 pag. 32, in linea di massima, ritengo siano ancora valide, ma è urgente ed inderogabile che almeno le coperture siano restaurate. Tra qualche anno prevedo che tutta la parte del "Priorato" sarà un ammasso di rovine dove i rovi prenderanno dimora per sempre. Il mio è veramente.., un grido di allarme.., purtroppo questi segnali, raramente trovano chi li ascolta e sono cosciente di trasmettere su di una "lunghezza d'onda" dove normalmente gli ascoltatori sono rarissimi. Termino questa breve cronaca con la speranza che le ipotesi formulate - come avviene per qualche sogno - possano realizzarsi.
Da Segusium n° 30 - pp. 5-18 "La prima notizia di una chiesa cristiana dedicata a S. Saturnino in Susa risale al diploma del Vescovo di Torino, Cuniberto (1065), col quale essa venne donata - insieme a S. Maria Maggiore di Susa - alla Prevostura di Qulx. Siccome la nostra Chiesa non è mai nominata nei documenti precedenti che elencano i luoghi sacri di Susa - per esempio in quello delle donazioni fatte dal Marchese Qlderico Manfredi ai Benedettini di S. Giusto nel 1029 - si può presumere che sia stata edificata verso la metà del sec. XI. I caratteri dell'edificio non contraddicono a tale datazione, e la maggiore rozzezza che noi vi riscontriamo rispetto ad altre costruzioni coeve si può spiegare col carattere rurale dell'ambiente cui era destinato. Pare infatti che essa fosse di poca importanza ed officiata solo saltuariamente, poiché nel 1231 un certo Rodolfo Baralis (o Barralis) di Susa - che compare come teste laico in alcuni documenti della Prevostura d'Qulx negli anni 1200-1203 - lasciò per testamento i terreni che possedeva in regione S. Saturnino alla Congregazione dei Canonici di Qulx, affinché erigesse nella chiesa di S. Saturnino, dipendente dalla Congregazione stessa, un Priorato di almeno tre canonici, con l'obbligo di risiedervi e di officiarla. Il testamento del 1231 è importante, sia in sé - fu redatto dal notaio imperiale Corrado e lo sottoscrissero come testimoni, fra gli altri, il Priore di Montebenedetto Falco e il Prevosto di S. Antonino Ponzio - sia soprattutto per S. Saturnino. Infatti esso fu l'occasione che da semplice chiesa diventasse monastero, con tutte le varianti, anche per le costruzioni, che la nuova destinazione comportava. Lo stesso testatore aveva disposto che vi si introducessero delle migliorie: "precepit heredibus suis [ut res] ab eo legatas... accipiant... ad res legatas meliorandas". Il Priorato fu sicuramente costituito giacché ne parlano ripetutamente le "carte" posteriori e lo conferma l'aspetto delle costruzioni tuttora collegate con la Chiesa; tuttavia non pare che abbia mai raggiunto una grande prosperità né una particolare importanza, tanto che nel 1607 la famiglia "patrona" dei Baralis si lagnava per la sua scarsa efficienza. Soppressa nel 1748 la Prevostura di Oulx - da cui dipendevano i Canonici di S. Maria e di S. Saturnino - anche il nostro Priorato venne soppresso come tale, e naturalmente gli edifici, quasi abbandonati, e specialmente la Chiesa, decaddero ulteriormente. La proprietà del complesso passò alla nuova Collegiata di Canonici eretta nel 1748 in S. Giusto di Susa mediante l'unione dei precedenti Canonici Lateranensi con quelli di S. Maria M. (entrambi "canonici regolari"), e quando nel 1772 venne fondata la Diocesi, passò ai Canonici del Capitolo della Cattedrale".
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì, 06 dicembre 2006 10:33 )
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